Quando cago piscio
Tra le pochissime certezze della vita ce n’è una che riduce le distanze tra ricchi e poveri, tra uomini e donne, tra alte cariche dello Stato e popolo, tra DJ e musicisti.
QUANDO CAGO, PISCIO è una certezza tanto quanto il “quando piscio, scoreggio”, probabilmente il volume 2 di questa serie che sarebbe stato meglio non iniziare.
Dopo Piscio in doccia, Piscio in mare e Piscio in piscina, QUANDO CAGO, PISCIO è l’opera che più di tutte racconta un’intimità che non può più essere chiamata tale, soprattutto se ve la appendete in salotto.
QUANDO CAGO, PISCIO è una commistione di colori, è design, geometria e movimento. È poesia del quotidiano che qui diventa arte. Discutibile, ma pur sempre arte. D’altronde, chi l’ha detto che l’arte debba essere fatta solo di cose belle? Io no, di sicuro.
QUANDO CAGO, PISCIO non è certamente il Manifesto migliore con cui accogliere gli ospiti in casa vostra, ma è anche il Manifesto che rompe il ghiaccio, sfonda le barriere e abbatte le differenze. È il Manifesto che ci ricorda che forse non siamo tutti uguali, ma che caghiamo tutti allo stesso modo.
Che è già comunque un buon punto di partenza.
Manifesti Abbastanza Ostili