Ottima idea del cazzo
“Se il mare ci ascoltasse, sentirebbe un mare di cazzate” scrive l’artista, cioè io.
Al mare si va quando si è innamorati, quando si cerca l’amore (intanto per la serata, poi vediamo), si va quando gli amori finiscono, con gli amici che provano a convincerti che non sei tu il problema stavolta, che lo sei sempre stato, se non provano a farti innamorare della persona della tua vita, secondo loro, e che non rivedrai più.
Al mare non c’è un cazzo da fare, e spesso neanche le parole crociate riescono a compensare questo grande vuoto che sta tra una settimana lavorativa e l’altra, una volta all’anno, ed è proprio in quella settimana centrale (di Ferragosto di solito), che spesso mi ritrovo a pensare a tutto quello che ho fatto, quello che dovrò fare e quello che vorrei fare e che puntualmente non sto facendo.
Quando guardo il mare, una volta all’anno, mi capita di riflettere su una vita che va un po’ come cazzo le pare, ma una settimana non basta per risolvere tutti i problemi, e quelli irrisolti me li porto a casa, in una valigia che sono sicuro non fosse così piena di roba quando sono partito.
“Guardo il mare e penso ottima idea del cazzo” è il Manifesto di chi riflette solo quando ha tempo, in ferie, una settimana all’anno, di chi non vede l’ora di andare al mare, solo prima di arrivare.
Didascalia con la descrizione dell'opera in omaggio.
Manifesti Abbastanza Ostili